Chirurgia generale

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La chirurgia generale è una specializzazione chirurgica che si concentra soprattutto sugli organi della cavità addominale, come per esempio l’intestino, quindi l’esofago, lo stomaco, il colon, il fegato, la cistifellea e spesso si occupa anche della tiroide e delle ernie.

Le principali patologie trattate

ERNIA INGUINALE

L’ernia inguinale consiste nella protrusione di un tratto dell’intestino o di un altro organo addominale attraverso un’apertura della parete addominale nell’inguine.

Il paziente giunge all’osservazione inviato dal MMG o per un rigonfiamento all’inguine e/o allo scroto. La visita chirurgia permette identificazione dell’ernia, tuttavia al volte è utile un ecografia mirata.

Altri tipi di ernie (come le ernie ombelicali e le ernie femorali) si formano in altre sedi.

 

I sintomi principali

Un rigonfiamento non dolente all’inguine o allo scroto (nel caso dell’ernia inguinale). Il rigonfiamento può ingrandirsi quando l’uomo sta in piedi e ridursi quando si distende perché l’intestino o il grasso scivola avanti e indietro con la gravità. In alcuni casi una parte di intestino viene intrappolata nello scroto provocando una temibile complicanza dell’ernia inguinale (incarcerazione). L’intrappolamento dell’intestino può comportare il rischio di interruzione dell’irrorazione sanguigna (strangolamento). L’intestino strozzato può andare in contro ad ischemia  (diventare cancrenoso) nel giro di qualche ora.

 

Diagnosi

La diagnosi di ernia inguinale sulla base dell’esame obiettivo. Di solito  il paziente è in posizione eretta, si  esamina l’inguine e gli chiede di tossire aumentando cosi la pressione addominale.Se il paziente è affetto da ernia inguinale, quest’ultima protude in avanti, agevolando la valutazione del medico.

 

Terapia

La terapia è principalmente chirurgica, procedendo alla riparazione dell’ernia e il posizionamento di una protesi. Per le ernie strangolate e incarcerate, è necessario un intervento chirurgico d’urgenza per spingere l’intestino fuori dal canale inguinale.

CALCOLOSI DELLA COLECISTI

I calcoli biliari sono generalmente composti da colesterolo, che precipita sotto forma di cristalli nella bile. Si formano nella cistifellea. Possono abbandonare la cistifellea e rimanere incastrati nel dotto cistico, nel coledoco o nell’ampolla di Vater. nella cistifellea.

Le cause sono plurime: alimentazione, precedenti interventi chirurgici, fattori di rischio. I calcoli della colecisti possono causare dolore. Nella colica biliare il dolore è avvertito nell’addome superiore, di solito nella parte destra sotto le costole. Talvolta, la sede è difficile da individuare, specialmente nei soggetti diabetici e negli anziani.

Il dolore di solito aumenta di intensità nel giro di 15-60 minuti e resta costante anche per 12 ore. Il dolore è generalmente sufficientemente grave da richiedere il trasporto del soggetto al pronto soccorso per alleviare il dolore. Poi, il dolore si risolve nell’arco di 30-90 minuti, lasciando un dolore sordo. Il soggetto può talvolta avvertire nausea e vomitare. Il consumo di un pasto pesante può scatenare la colica biliare a prescindere che il cibo sia grasso o meno.

 

Complicanze

Tra le principali complicanze della colelitiasi abbiamo: colecistite acuta, ittero, sepsi, pancreatite.

 

Diagnosi

Si esegue un visita chirurgica, coadiuvata da esami strumentali (principalmente un’ecografia dell’addome).

 

Terapia

Se i calcoli biliari provocano attacchi di dolore ricorrenti e invalidanti, il medico può consigliare l’asportazione chirurgica della cistifellea (colecistectomia). La rimozione della cistifellea evita gli episodi di colica biliare, pur non compromettendo la digestione. Non sono richieste specifiche restrizioni alimentari dopo l’intervento. In corso di colecistectomia, il medico può ricercare la presenza di calcoli nelle vie biliari.

 

Intervento colecistectomia laparoscopica

Nell’intervento per via laparoscopica, il chirurgo pratica 3-4 fori di piccolo diametro (meno di 1 centimetro) nei quali introduce uno strumento ottico (laparoscopio) e gli altri strumenti chirurgici. L’intervento viene effettuato in anestesia generale. Il paziente non avverte alcun dolore durante l’esecuzione.

La dimissione dopo la laparoscopia avviene entro 2-3 giorni. Nei 10 giorni successivi il paziente deve evitare sforzi fisici. A distanza di pochi giorni il paziente può tornare al lavoro e alle attività quotidiane, fatta eccezione per quelle più pesanti.

Ulteriori patologie trattate

  • Varicocele (con tecnica laparoscopica)
  • Cisti sacro coccigeo
  • Patologie proctologiche (emorroidi, ragadi, sindrome da defecazione ostruita, condilomi)
  • Tumori gastrici
  • Tumori del colon
  • Ernia jatale
  • Ernia ombelicale

Chirurgia ambulatoriale

  • Asportazione nei complessi o atipici
  • Cisti sebacee
  • Lipomi
  • Basaliomi
  • Tumori benigni cutanei
  • Lesioni cutanee
  • Ferite complesse
  • Medicazioni avanzate

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